La fantasy degli anni ’80

Il Castello degli Amber - mitica avventura EUMATEIeri ho fatto un salto a Torino Comics. Con l’occasione ho rivisto qualche vecchio amico e scambiato qualche chiacchiera, fato qualche foto ai cosplayer in passerella, tirato la coda ad una dona gatto coi capelli fucsia e amenità varie.

Ovviamente non ho comprato fumetti… non so perché, mi succede la stessa cosa anche alla Fiera del Libro di Torino dove l’equilibrio tra libri e sciocchezze varie acquistati (CD, DVD, Gadget etc…) pende sempre in favore di questi ultimi… Per i libri mi trovo meglio su internet o in libreria e per i fumetti in fumetteria (non ha senso lo so, portate pazienza)…
Comunque faccio un salto anche allo stand di un venditore di giochi (acquisto un paio di espansioni per Carcassonne) e inizio a spulciare (più per senso di nostalgia che per curiosità) tra i vecchi moduli di D&D (quelli delle scatole colorate per intenderci)… Quando l’orecchio “cade” su una conversazione tra un trio di ragazzi al mio fianco, che si scambiavano impressioni sui vecchi moduli, scoprivano il mondo di Mystara e soprattutto sghignazzavano di quanto fosse anni ’80 la grafica dei moduli (le copertine di Larry Elmore per intenderci) le vaporose pettinature dei personaggi femminili, lo stile dei disegni e in genere l’atmosfera.

Oplà! è di botto mi sono sentito vecchio.
Sul momento avrei voluto strozzarli come solo Homer Simpson sa fare.

Pensandoci con calma è chiaro che i poverini, avevano proprio ragione. Per chi, come me, ha iniziato a giocare in quegli anni l’immaginario iconografico di D&D si è mano a mano “costruito” soprattutto sulla visione artistica di una manciata di illustratori. I pennelli di Elmore hanno dato l’imprinting a migliaia di giocatori quando ha graziato le copertine e gli interni della mitica Scatola Rossa dell’81 (e di un sacco di supplementi a venire). Per non parlare del ciclo di Dragonlance. Poi vennero altri artisti come Clyde Caldwell, Brom e per finire DiTerlizzi (senza i quali Dark Sun e Planescape non sarebbero stati quello che sono) il cambiamento è stato graduale ma anche radicale, i personaggi di Brom con i loro fisici possenti ed al tempo eterei, non avevano nulla a cui spartire con gli scarabocchi magici di DiTerlizzi ma definirono in modo efficace non solo l’iconografia delle diverse ambientazioni di gioco di D&D ma anche il “cambio generazionale” del gusto fantasy.

Oggi siamo ad una nuova svolta, con la 4ed di D&D l’iconografia cambia di nuovo, i ragazzi d’oggi continuano a “sognare” e “pensare fantasy” ma in una chiave ovviamente tutta loro, i loro riferimenti iconografici sono i manga, i fumetti ed i videogiochi (per la mia generazione erano i vari Valleyo, Franzetta, ecc.).

Un universo di distanza.

Se una volta i personaggi femminili erano sensuali e scosciati (in uno stereotipo duro a morire) quelli maschili erano invece energumeni cimmerici (altro stereotipo duro a morire) e graficamente semplice. Lo stile delle nuove generazioni vuole look aggressivi, acconciature stylish e vesititi da designer, in una parola “Cool”. Al punto che non ti stupiresti di vedere gli stessi personaggi ascoltare musica da un iPod.
Se con Caldwell ti chiedevi quanto freddo dovessero sempre avere i personaggi ritratti seminudi in ogni situazione ambientale, con quelli di un Wayne Reynolds ti chiedi quanto tempo ci mettano ad uscire da strati di pelle, borchie e fibbie prima di poter andare al gabinetto o come non facciano a farsi male indossando armature patchwork tutte chiodi & spunzoni.

Anche la grafica in senso più ristretto si è trasformata, i mezzi per realizzare un manuale negli anni ’80 erano ben diversi da quelli di oggi. Il Desktop Publishing si è evoluto mostruosamente e ai vecchi manuali in b/n impaginati a mano con strisce di carta si è passati a manuali in technicolor impaginati al computer. Dalla spartana ed essenziale grafica anni ’80, si è passati ai barocchismi dei ’90, fino allo “sleek design” del nuovo millennio.
Non è un caso che i nuovi manuali di D&D 4ed abbiano un impianto grafico analogo ai manuali che spiegano in dettaglio come completare un videogame, svelando tutti i segreti, le mosse, le mappe e i bonus nascosti.

Su un thread nei forum di GDRItalia c’è un piccolo dibattito proprio su questo tema, perché non farci un salto?

3 Comments

  1. Beld
    Giu 12, 2008

    Certo che i manuali degli anni 80′ anno un certo fascino, sarà che siamo di quel periodo, sarà che ci danno l’impressione di qualcosa fatta “a mano”, l’unica cosa che conta e che le armature a “bikini” non ce le toglierà mai nessuno! ^_^

  2. Me
    Giu 17, 2008

    Icona del periodo – Red Sonja!

  3. il_barbudo
    Giu 17, 2008

    Il problema è che SIAMO vecchi…
    Comunque a NordOvest abbiamo fatto un torneo D&D Vintage per scatola rossa ed è stato un successone…

    Quindi di vecchi come noi ce ne sono parecchi ;)

    Bye.