D20, True20, Licenza OGL che vita complicata… (1)

D20 LogoSe da una parte l’annuncio dell’arrivo della 4ed di D&D ha scaldato i cuori dei giocatori e infervorato forum e mailing list, dall’altra ha lasciato un po’ sgomenti tutti gli editori che dal 2000 ad oggi hanno campato producendo supplementi compatibili con il Gioco di Ruolo Più Famoso del Mondo sotto licenza D20 System/OGL.

L’inizio della storia

Quando uscì la 3ed di Dungeons & Dragons i cervelloni della WotC introdussero l’innovativo concetto (per il mondo GdR) di una licenza di utilizzo “estesa” delle meccaniche di gioco di D&D. La formula venne strutturata in modo da permettere, ad altri editori interessati, di ampliare il parco di materiale compatibile con D&D (con prevedibile beneficio economico di ritorno per la WotC) e nello stesso tempo preservare e difendere i diritti di sfruttamento della Franchise.
Per questo nacque il marchio D20 System e relativa licenza OGL (Open Game License), che assieme permettevano a terze parti di usare regole e materiale – che la WotC specificava come Open Content – per i propri prodotti. Questo materiale poteva essere sfruttato, espanso e modificato a piacimento a patto che:

  • i prodotti recassero il marchio appositamente creato (D20 System, e non quello di D&D)
  • non si facessero riferimenti o si usasse materiale non incluso nella OGL (parti narrative, nomi di personaggi, mostri etc…)
  • si includesse parte dei contenuti nella OGL in modo da avvantaggiare tutta la comunità di editori

Visioni e previsioni

Questa illuminata operazione commerciale da parte della WotC rivelò presto il suo “lato oscuro”. Gli editori interessati dall’idea iniziarono a produrre, avventure, mostri, regole alternative, campagne e ambientazioni. Assieme a loro nacquero un sacco di micro case editrici (con poca o nulla esperienza) e – anche grazie a internet – spuntarono una moltitudine di editori virtuali con cataloghi composti da soli file .pdf e altri prodotti elettronici. Il mercato fu inondato di titoli, molti dei quali di modesta se non infima qualità. Immaginate l’orda di anonimi DM che finalmente poterono dare alle stampe (o convertire in pdf) la loro campagna o le loro house rules. A cascata l’industria del GdR rimase soffocata dalla onnipresente presenza del D20 system tanto che col tempo il marchio assunse connotati talmente negativi da indurre moltissimi negozianti a rifiutarsi di trattare materiale targato D20 in un mercato ormai soffocato.

Evoluzione della specie

Alcuni editori, fiutando la crisi, giocarono d’astuzia e, sfruttando una “falla” della OGL, scansarono il marchio D20 e iniziarono a creare giochi completi (e non solo supplementi) rifinendo e spesso migliorando il lavoro fatto dalla WotC. Non solo, vista la loro intrinseca natura Open, questi giochi generarono a loro volta nuove sottolicenze: Green Ronin con il True20 e Mutants & Masterminds, la Mongoose Publishing con Conan, Runequest e tutti i suoi titoli targati OGL sono gli esempi più vistosi.

A parte la qualità non eccellente di alcune di queste operazioni, la loro presenza contribuì ulteriormente a confondere hobbysti e negozianti, in effetti era lecito chiedersi come mai sul manuale base del GdR di fantascienza Starship Troopers (targato Mongoose Publishing) ci fosse una pagina dedicata alla Open Game License creata dalla WotC…

Nel frattempo la WotC rimuginava sul fatto che ideare la OGL fosse stata una scelta sensata, dopo tutto chi si sarebbe immaginato certi sviluppi?

Agosto 2007

Dopo aver annunciato l’arrivo della Quarta Edizione di D&D durante la Gen Con Indy, la WotC affronta la spinosa questione OGL, iniziando col dire che ci sarebbe stata una nuova (più rigida e limitata) OGL, non sarebbe più esistito il marchio D20 e che chi era interessato a produrre materiale per D&D 4 da subito avrebbe dovuto pagare una tassa di iscrizione di 5000 Dollari, in cambio dei quali avrebbe ricevuto un Development Kit (il materiale dei manuali di gioco in anticipo) e il permesso di pubblicare gia dal 2008 materiale per la 4ed. Mentre tutti gli editori che non volevano acquisire questo diritto avrebbero dovuto aspettare il 2009 prima di poter produrre materiale compatibile.

Alcuni editori decisero quindi di seguire la 4ed (Goodman Games, Necromancer Games, Alea Publishing) altri invece di non seguire per niente o quasi le nuove direzioni di D&D (Green Ronin, Mongoose Publishing, Paizo), rimandando la moltitudine di micro-editori minori (che non si potevano permettere la tassa di ingresso) al 2009 per sviluppi e decisioni.

Una cosa è certa, con o senza il supporto della OGL D&D 4 sarà popolare, resta solo da capire “quanto popolare”.